Come Funziona una Rete Domestica

Fino a pochi anni fa creare una rete domestica, intesa come rete dati, era appannaggio di smanettoni, esperti o di persone molto avanti sotto il profilo delle competenze tecniche. Oggi la situazione è cambiata e purtroppo (o per fortuna), l’esigenza di creare una vera rete dati domestica è comune a chiunque abbia in casa un computer, un tablet, uno smartphone, un decoder satellitare, una TV (una Smart-TV) o una console da gioco. Sono tutti dispositivi che già oggi accedono a internet. Nel futuro, con lo sviluppo dell’ “Internet delle cose” (Internet of Things), quasi ogni elettrodomestico avrà la necessità di accedere a internet, ovvero di entrare a far parte della nostra rete dati domestica.

Tutto questo ha creato un problema per chi non ha competenze specifiche o semplicemente non ha voglia di dover mettere le mani nella configurazione di un network. Il tecnico informatico, l’abbiamo capito da tempo, rischia di diventare una figura importante tanto quanto l’idraulico, l’elettricista o il falegname. Un guasto alla rete dati può compromettere la serenità domestica tanto quanto la rottura di un tubo dell’acqua!

Affidarsi a un tecnico di fiducia è sempre la scelta più opportuna. Essendo diventato il computer (e surrogati) il centro nevralgico del nostro intrattenimento e il contenitore preferenziale dei nostri dati personali, è sempre bene affidarsi a una persona capace quando si hanno problemi o dubbi, ne va della nostra sicurezza. Per tutta una serie di configurazioni iniziali però si può far benissimo da sé, andando a realizzare una rete dati domestica efficiente e funzionale. Per questo ho deciso di scrivere questa guida, per venire incontro, con pochi e fondamentali rudimenti di networking, a chi ha solo necessità di poter utilizzare senza problemi i più comuni strumenti di intrattenimento.

Cominciamo col dire che useremo almeno queste brutte parole:

IP

SUBNET

GATEWAY

DHCP

DNS

ROUTER

MODEM

ETHERNET

ADSL

Li avrete già sentiti nominare, ne sono certo. In particolare quell’ ”indirizzo IP” che avrà turbato molte delle vostre notti. Cominciamo col dare poche nozioni su come dev’essere fatta una rete domestica:

Essenzialmente una rete domestica ha come struttura una stella, con un centro e con dei rami. Tutti i dispositivi, pensateli alle estremità dei rami, si collegano al centro stella per mettersi in comunicazione con gli altri.

I vari computer sono in grado di comunicare tra di loro grazie al centro stella. Questo centro stella ha anche un’altra funzione, ovvero quella di snodo verso internet. In altre parole è in grado di connettersi ad internet e contemporaneamente fornisce la stessa connessione a tutti i dispositivi a lui connessi. Questo dispositivo, l’avrete già capito, è il famoso ROUTER.

Il ROUTER è quel dispositivo, normalmente fornito dall’operatore di telefonia o di connettività, che è in grado di gestire la comunicazione tra i vari dispositivi nella stessa rete e in più fornisce a tutti la connettività internet. Com’è fatto? Prendiamone uno a caso (sono tutti molto simili tra loro).

Dimenticate per un attimo le porte USB come pure il fatto che ci siano due antenne WIFI. Sono tutte funzionalità accessorie che i produttori aggiungono di anno in anno ai ROUTER per renderli più appetibili e funzionali. Quello che ci interessa sono le quattro porte denominate ETHERNET, più quella leggermente più piccolina con scritto ADSL.

Le porte ETHERNET non sono altro che le porte di rete attraverso le quali collegherete i vostri dispositivi. Cosa succede se i vostri dispositivi sono WIFI? Beh, l’avrete intuito da soli e ne farò solo un breve cenno, perché all’argomento WIFI abbiamo dedicato l’intera seconda parte della guida. Il WIFI non è nient’altro che un’altra porta di rete (o meglio tante porte di rete) che al posto di usare un cavo usa l’etere come mezzo trasmissivo. In altre parole, un dispositivo collegato tramite WIFI al ROUTER, è trattato esattamente allo stesso modo di uno collegato col cavo. L’unica differenza sta nel fatto che invece che entrare con un cavo all’interno del dispositivo, ci entra tramite onde radio. Se poi è presente un ripetitore WiFi, questo funzionerà semplicemente estendendo il segnale wireless proveniente dal router.

Tutti questi dispositivi, ovvero pc, stampanti, tablet, smartphone, tv, console e decoder, sono collegati al ROUTER tramite cavo ETHERNET e/o WIFI. Il ROUTER mette in comunicazione tra di loro questi dispositivi permettendo, ad esempio, di vedere sulla tv foto immagazzinate sul vostro pc.

In più, come abbiamo già detto, il ROUTER fornisce la connessione internet a tutti i dispositivi a lui collegati. Come fa? Ci riesce tramite un’altra funzionalità (non propria del ROUTER, ma aggiunta dai produttori) che è quella del MODEM. Solo il MODEM infatti riesce a stabilire una connessione ADSL. Il MODEM è quel dispositivo che stabilisce una connessione attraverso il doppino telefonico. I più grandi ricorderanno un affarino da collegare direttamente al computer, con cui stabilivamo emozionanti connessioni a 56k. Ecco, la tecnologia è cambiata, oggi in casa quasi tutti abbiamo un ADSL (una tecnologia che permette di andare molto più veloci usando lo stesso mezzo, ovvero il cavetto telefonico). Fino a poco tempo fa il MODEM era separato dal ROUTER, erano due dispositivi distinti e separati collegati tra loro da un cavo di rete. Poi i produttori hanno cominciato a integrare il tutto in un solo dispositivo, così da creare gli odierni ROUTER/MODEM. E’ importante fare questa distinzione per non dimenticare quelli che tra voi utilizzano connessioni alternative, come quelle di NGI ad esempio (il famoso Eolo). Queste connessioni, quasi sempre radio, prevedono un’antenna posizionata sul balcone o sul tetto che fa anche da MODEM. In questo caso il ROUTER non dovrà avere il MODEM integrato, ma dovrà essere un semplice ROUTER.
Quindi aavremo la porta ADSL (o WAN in alcuni router) dove andrà collegato il doppino telefonico e le quattro porte ETHERNET dove andranno collegati i dispositivi cablati (normalmente la TV o il decoder satellitare). Per tutti gli altri c’è il WIFI.

Ok, fino ad ora abbiamo descritto il ROUTER, ovvero il centro stella. Il dispositivo che permette la comunicazione tra tutti gli apparecchi di casa e li connette ad internet. Ma come si configura tutto ciò? E’ molto semplice: tramite un protocollo che stabilisce come i dispositivi devono parlare tra di loro. Si chiama TCP/IP ed è alla base di tutte le reti, internet compresa. Cosa prevede? Prevede che i dispositivi siano configurati tutti con tre semplici parametri: IP, SUBNET e GATEWAY.

Nella maggior parte dei casi non sarà necessario nemmeno questo passaggio, perché la totalità dei ROUTER sono già impostati di fabbrica per fornirli in automatico a tutti i dispositivi a lui connessi. Questa funzionalità, cioè quella di fornire i parametri corretti in automatico, si chiama DHCP. Se questa funzione è abilitata nel ROUTER (colui che “serve” il DHCP, ovvero il SERVER DHCP) e nei dispositivi pronti a riceverli (i CLIENT DHCP), la connessione in rete è assolutamente automatica. Tenete presente che tutti i dispositivi oggi in commercio sono già impostati per ricevere automaticamente i parametri forniti dal ROUTER.

Per chi ha la necessità di configurare comunque i parametri manualmente, ecco la spiegazione dei tre brutti termini suddetti:

Tutti e tre questi parametri sono composti da quattro gruppi di numeri che vanno da 0 a 255, separati da un punto. Facciamo un esempio molto classico:

192.168.0.1

Probabilmente è un insieme di numeri per niente nuovi, vero? Molti di voi si saranno chiesti più volte come mai tornino sempre questi specifici numeri “192” e “168”. La spiegazione non è complicata, ma è un po’ distante dallo scopo di questa guida, quindi sappiate che dei quattro gruppi ci interessa soltanto l’ultimo, perché è quello che identifica il dispositivo che stiamo configurando. In altre parole, tutti i dispositivi di casa nostra avranno i primi tre gruppi uguali e solo l’ultimo diverso. E’ come dire che il nome della via identifica il posto e il numero civico ogni singola abitazione. Facciamo un esempio pratico di una situazione domestica tipica:

Router 192.168.0.1 (Questo è praticamente un dogma, i router hanno “1” finale nel 99% dei casi)

PC 192.168.0.2

Smartphone 192.168.0.3

TV 192.168.0.4

Console 192.168.0.5

Capito? Ogni dispositivo ha il suo numero personale! Bene, questo è l’indirizzo IP. Perché cambia soltanto l’ultimo numero e non anche gli altri? Beh, in alcuni casi, per esempio nelle grandi reti aziendali, cambiano anche gli altri gruppi, ma nelle nostre case direi che è molto difficile che si presenti l’esigenza. Detto che i quattro gruppi vanno da 0 a 255, significa che in casa dovremmo avere l’esigenza di connettere più di 256 dispositivi! Un po’ difficile no? Beh, però sappiate che il secondo parametro, la SUBNET MASK, serve proprio a bloccare i primi tre gruppi e a lasciare libero di essere modificato soltanto l’ultimo. Una vera e proprio “maschera”, come dice il termine. Nella quasi totalità dei casi infatti, questo parametro è:

255.255.255.0

Cosa significa? Che i primi tre gruppi dell’indirizzo IP sono bloccati, non modificabili e solo l’ultimo (quello che corrisponde allo “0”) è modificabile. Semplice vero? E’ un po’ come se aveste un tabellone da tombola con tutti i numeri e ci andaste a mettere sopra un altro tabellone, di pari misura, con dei buchi in corrispondenza di alcuni numeri. Vedreste solo quelli sotto i buchi, giusto? Ecco, allora proviamo a pensare come potrebbe essere la SUBNET MASK se volessimo aver liberi non solo i numeri dell’ultimo gruppo, ma anche quelli del penultimo. Facile:

255.255.0.0

Dove è presente lo “‘0” sul terzo e il quarto gruppo posso modificare il gruppo corrispondente nell’indirizzo IP. Molto semplice vero?

Bene, manca soltanto l’ultimo parametro: il GATEWAY. Niente di più semplice, il GATEWAY è l’indirizzo IP del dispositivo che ci dà l’uscita su internet, ovvero di colui il quale distribuisce internet alla rete. Vi ricordate chi assolveva questo compito? Già.. proprio lui, il ROUTER. Che significa questo? Che, riprendendo l’esempio di prima, l’indirizzo del ROUTER è 192.168.0.1, quindi il nostro GATEWAY sarà proprio quello.

Come sarebbe allora la configurazione manuale del nostro TV, seguendo l’esempio di prima? Eccola qui:

IP: 192.168.0.4

SUBNET: 255.255.255.0

GATEWAY: 192.168.0.1

In molti casi troverete anche un altro parametro: il DNS (In realtà spesso viene chiesto un doppio DNS, primario e secondario). Il mio consiglio è di lasciarlo automatico. Sarà ancora una volta il ROUTER a fornirlo automaticamente al dispositivo.

In molti casi potreste aver bisogno di utilizzare tre cifre per ogni gruppo, quindi l’indirizzo potrebbe anche apparire come:

IP: 192.168.000.004

SUBNET: 255.255.255.000

GATEWAY: 192.168.000.001

Ma è solo una questione di visualizzazione. Bene, fino a qui mi sembra tutto abbastanza semplice. Si mette un ROUTER al centro della rete e vi si connettono, tramite cavo o wifi, tutti i dispositivi della nostra rete. Per farlo possiamo sfruttare sia la funzionalità automatica denominata DHCP, che le impostazioni manuali.

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